CLAUDIO SEMINO
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Le considerazioni che seguono, sono state scritte come tentativo di spiegare la nascita della serie (per altro ridotta) delle opere ispirate dalla musica. Tuttavia, credo che un pò tutto il mio approcciarsi alla pittura sia riconducibile a queste brevi considerazioni e, che esse possano essere valide per ogni tipo di mio lavoro.
Quello che voglio rivendicare, è la libertà di non dover rimanere schiavo di una fomula ripetitiva e costante, la libertà di sperimentare e cambiare.


Astratto informali

In questi quadri (Astratto-informali) ho cercato di unire spirito e materia.
Direi quasi l'unione tra la "materialità" cara all'occidente, con il senso di spirualità più vicina alla cultura orentale. In maniera minimale, perchè le parole (i colori) non hanno bisogno di essere urlate/i per essere sentite/i.
I materiali sono semplici. Pasta di pomice impastata direttamente con colore acrilico o preferibilmente con il pigmento in polvere e stesa con una spatola, come  un intonaco, seguendo le note della musica, di una determinata nota, o cercando di dare il senso di un intero brano, di una emozione suscitata.
In realtà mi rimane difficile il dover dare un senso logico al mio operare, in questi, in maniera particolare e, in senso generale per quanto riguarda il mio fare "arte". E' vero che in certe opere o cicli tematici un pensiero di fondo guida la costruzione ma è altresì vero che certi segni certe espressioni pittoriche scaturiscono in maniera spontanea, bagaglio di quanto quotidianamente, nel corso della nostra vita ci ha segnato ed emozionato.
Seppure all'uomo sia costantemente chiesto di dare un senso al suo agire e dimostrare di avere il dominio logico e razionale sulle proprie azioni, onde dimostrare le proprie capacità di razza superiore, qualcosa sfugge al controllo.
E' allora che ti senti nudo di fronte al mondo. Vorresti dimostrare la tua intelligenza spiegare il perchè di quel colore, di quel tocco, di quella penellata, ma la voce manca il silenzio urla.
Perchè penso che per ogni pittore,ogni artista, l'esigenza più grande sia quella di lasciare un "segno" una testimonianza di sè, parlare agli altri in modo che gli altri sentano quel segno, quei colori come parte di sè stessi.
Perchè chiedere ll perchè ad un artista è come chiedere perchè si ama e si odia, perchè sorge il sole, perchè volano le farfalle mentrel'uomo tiene i piedi ben piantati per terra surrogando queste capacità innate nelle farfalle con la tecnologia.
Perchè chiedere cos'è l'arte e il perchè si fa arte è un pò come svelare (se ciò fosse possibile), i segreti del mondo.

Claudio Semino


Informal abstract painting

In these paintings I have tried to combine spirit and matter; uniting the materialness so dear to the western culture, with the sense of spirituality that is closer to the oriental culture.  I did it in a minimalistic way, as the words (the colors) don’t need to be shouted in order to be heard.
The materials are simple: pumice paste directly kneaded with acrylic colors, or preferably with powder pigments, and spread with a spatula, like plaster, following the notes of a musical scale, of a specific note, or attempting to express the sense of a whole passage, of a provoked emotion.
As a matter of fact, I find it hgenerally and in detail, to the way I make “art”. Truth to be told, a general idea guides the construction in the creation of certain artworks or themed cycles.  Certain signs, certain artistic expressions though spring in a spontaneous way, brought in by the amount of emotional experiences of a lifetime.
Humans are constantly requested to give a meaning to what they do, and to be able to show a logical and rational control over their actions, as a demonstration of their capabilities as a superior race; nevertheless something escapes their control.
That’s the time when one feels naked in front of the world. One would like to show cleverness, the reason for the use of a particular color, of a certain touch, of a stroke of color, but the voice fails and silence shouts instead.
The greatest need for every painter/artist, I believe, is to leave a mark, a proof of their existence; to be able to speak to others in a way that makes them feel that sign, those colors as a part of themselves.
When you ask an artist about his reasoning, it’s like asking why people love or hate, why the sun rises, why butterflies flutter, while humans keeps their feet well grounded, using technology as a surrogate to the inborn abilities belonging to the butterflies.
To question what art is and why art is made is something like revealing (if such thing was possible) the secrets of the world.

Claudio Semino